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| Un nuovo punto di vista sullo sviluppo: |
| L'autorganizzazione e la reciprocità come motore dello
sviluppo umano. La solidarietà non basta. |
 | Dall'esperienza ormai
decennale di cooperazione internazionale e di aiuti al "terzo mondo" si è potuto
constatare che, nonostante il grande impegno di migliaia di volontari e
nonostante la mobilitazione d'ingenti risorse economiche (purtroppo non tutte
giunte a destinazione), i progetti di sviluppo crollano, una volta finiti i
contributi "esterni". Non solo i progetti si sono fermati ma in molti casi si
sono create nuove forme di dipendenza e di passività in chi ha ricevuto gli
aiuti. Si è osservato, inoltre, la mancata trasmissione ad altri dei benefici
o servizi ricevuti. Tutto ciò senza ovviamente intaccare le cause profonde
che hanno generato le drammatiche situazioni di partenza (fame, miseria,
analfabetismo, malattie endemiche ecc.). E' meglio insegnare a pescare che
portare pesci già pescati. Da queste semplici constatazioni abbiamo
organizzato le nostre attività ed i nostri progetti a partire da due pilastri
fondamentali: a) l'autorganizazione: saranno le persone stesse di un quartiere o
di un villaggio una volta istruite ad organizzarsi secondo tempi, modalità e con
strumenti a loro congeniali; b) la reciprocità: i primi che avranno imparato
dovranno portare ad altri ciò che hanno ricevuto (alfabetizzzazione, medicina
preventiva, assistenza), 10 che istruiscono altri 10 a testa, raggiungono 100 e
questi ultimi arrivano a 1000. E' questo il motore che permetterà di
trasmettere ed amplificare, in tempi relativamente brevi, il nostro impegno
iniziale. |
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